Il Sisma del 1976

E’ il 6 maggio 1976 quando una forte scossa di terremoto scuote Dogna e l’intero Friuli.
Il paese affronta con tenacia e determinazione l’esperienza della ricostruzione, anche se l’esperienza del terremoto modifica uno stile di vita ormai tramandato da secoli.

 

Nella gestione dell’emergenza e nella delicata fase della ricostruzione, l’apporto dei volontari è determinante: giungono da ogni parte d’Italia ma, in particolare, dalla città di Foligno.
Il legame che si instaura con gli amici della cittadina umbra è così profondo e particolare che viene addirittura ufficializzato con un gemellaggio.

L'Alluvione del 1996

E’ il 22 giugno del 1996, quando il piccolo comune di Dogna viene colpito da una disastrosa alluvione: il letto di molti rii e ruscelli si alza pericolosamente e le loro acque si riversano nel fiume Fella.

 

 

Il suo alveo si riempie di quintali di detriti; molte case vengono invase dal fango e una addirittura spazzata via dalle acque; ovunque ci sono frane e smottamenti

 

La gestione dell’emergenza è molto difficile e la situazione torna alla normalità solo dopo molto tempo: a Dogna accorrono numerosi volontari; da tutta la regione giungono le squadre comunali di Protezione civile.
La ricostruzione post-alluvione è lunga e tutto il territorio viene interessato da lavori di messa in sicurezza.

L'alluvione del 2003

E’ il 29 agosto del 2003, quando un fenomeno temporalesco molto intenso si abbatte sulla Valcanale e sul Canal del Ferro.
Frane, smottamenti, paesi isolati, strade divorate dalla furia dell’acqua, ruscelli e fiumi impazziti.
Il rio Uque travolge il paese di Ugovizza; sull’abitato di Cucco si riversano fiumi di ghiaia.
Il letto del fiume Fella si alza paurosamente, lambisce la frazione di Pietratagliata e trascina con sé diverse case: anche il ponte che collega Pietratagliata alla strada statale viene spazzato via dall’acqua.
Il Fella non risparmia nemmeno Dogna: entra in via Roma e la riempie di fango; si introduce nelle case e si impossessa di tutto quello che trova; un’ondata di piena e il fiume entra anche nella frazione Balador.
Partono immediatamente i cellulari, saltano i telefoni fissi; la statale tredici rimane interrotta per un mese.

 

Il giorno dopo, il paese si riempie ancora una volta di volontari: tante sono le persone che affiancano la popolazione durante l’emergenza; sul territorio opera la squadra comunale di Protezione civile di Dogna insieme ad altri gruppi provenienti da tutta la regione.
Grazie al loro intervento, a Dogna, la situazione torna in breve alla normalità.

 

La Protezione civile regionale interviene immediatamente e ai comuni alluvionati vengono erogati consistenti contributi per la ricostruzione e la messa in sicurezza del territorio; scatta una splendida gara di solidarietà e numerosi enti e associazioni raccolgono fondi a favore delle popolazioni colpite dall’alluvione.

 

 

 

 

Grazie a questi contributi e alle donazioni, il comune di Dogna riesce a realizzare un centro polifunzionale, la nuova sede della Protezione civile e numerosi interventi a tutela e salvaguardia del proprio territorio.

 

 

Il resto è storia recente ma molte pagine dello straordinario libro del tempo restano ancora da scrivere.

Tra storia e leggenda

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La Prima Guerra Mondiale

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