Alla ricerca di tracce e testimonianze incise sulla roccia...

Oltre che panorami stupendi, la Valdogna offre all’escursionista suggestivi musei della memoria. Sono musei un po’ particolari perché per visitarli ci vuole una dote speciale: saper ascoltare con gli occhi e con il cuore.
Fotografie tratte da:
"Alpi Giulie - Escursioni e testimonianze sui monti della Grande Guerra" (ed. Panorama) di Antonio e Furio Scrim

Jôf di Somdogna

Un balcone sulla parete nord del Montasio

Gli alpinisti autentici, quelli che condividono con la montagna piccole emozioni e grandi sentimenti, sanno che anche le cime relativamente basse possono offrire suggestive vedute.
Dallo Jôf di Somdogna (1889m.) , si apre un panorama stupendo sulla Valdogna e sulla maestosa parete nord del Montasio. Sulla cima è posta una grande croce che ricorda i caduti della Grande Guerra. Anche su questa vetta, l’escursionista può scoprire numerose testimonianze del primo conflitto mondiale: gallerie, trincee in calcestruzzo e grandiosi resti di ricoveri.
La salita allo Jôf di Somdogna non presenta particolari difficoltà, anche se richiede una certa attenzione nell’ultimo tratto del percorso. Dalla Sella di Somdogna, si sale verso la cima percorrendo il sentiero n° 610 che, dopo aver superato una selletta da cui si intravede un caratteristico laghetto, si inerpica con strette svolte prima in un bosco e poi in terreno più aperto.
A quota 1600m., quando il panorama si apre, si può già ammirare la zona che circonda lo Jôf di Somdogna. Si continua lungo il sentiero ben segnato, ai lati del quale si intravedono resti in muratura di vari ricoveri . Si procede in leggera salita: il sentiero diventa accidentato e franoso: l’obiettivo è la croce di vetta dove, all’orizzonte, si vede l’Austria e la catena montuosa degli Alti Tauri; vicinissima , la superba parete nord del Montasio, che ti incanta con la sua bellezza.

Jôf di Miezegnot

Una fortezza alpina

Lo Jôf di Miezegnot conserva gelosamente uno spettacolare villaggio di guerra sorto in una valletta poco sotto la cima: uno dei ruderi è stato ristrutturato e trasformato in un confortevole ricovero.
La salita allo Jôf di Miezegnot (2087m.) è abbastanza agevole: dalla sella di Somdogna si diparte un sentiero ben tracciato ed evidente (segn.CAI n. 609).
Iniziata la salita, con lunghi tornanti, si giunge senza problemi ad un cocuzzolo erboso dove sorge il ricovero “Battaglione Gemona”.
Prima di intraprendere l’ultima parte della salita, a destra del sentiero, si possono individuare le lapidi del piccolo cimitero di guerra per i caduti dello Jôf di Miezegnot.
Poco dopo si raggiungono le monumentali rovine di un villaggio di guerra: non si può non rimanere colpiti dalla ricercatezza ed eleganza degli edifici e ci si domanda come gli alpini, fra mille insidie e disagi, siano riusciti a costruire un villaggio con queste caratteristiche. Dal ricovero, si procede verso la cresta, seguendo il tracciato e, superato il ghiaione, si arriva in vetta allo Jôf di Miezegnot : durante la prima Guerra Mondiale, la cima fu un importante punto di osservazione sul sottostante schieramento austriaco.

Gli itinerari proposti, che portano l'escursionista sui monti della Grande Guerra, sono descritti in modo dettagliato nel volume di A. e F. Scrimali.
L'opera, corredata da splendide immagini, dedica ampio spazio alla Valdogna e si caratterizza per l'attenzione rivolta a particolari testimonianze del primo conflitto mondiale: "i graffiti di guerra"