"Era il 1950 quando sono partito da Dogna, dopo aver fatto domanda di arruolamento volontario nel Genio Ferrovieri.
La mia decisione di lasciare il paese era legata alle risposte negative che avevo ricevuto a Fusine e a Cave del Predil, dove mi ero recato per cercare lavoro.
Forse avrei avuto ancora delle speranze per un posto alle Officine Bertoli, ma ho optato per Torino senza grossi rimorsi.
Il lavoro mi ha portato spesso in giro per l'Italia e nel 1958 mi sono stabilito a Bolzano, dove mi sono sposato.
È un ambiente in cui mi sono inserito bene: qualche volta ho pensato di tornare in Friuli, ma mi rendo conto delle difficoltà che si possono incontrare quando devi ricominciare tutto da capo.
Questo non vuol dire che io non mi ricordi di Dogna ... sono a conoscenza di ciò che succede in paese.
Ricevo il Bollettino Parrocchiale, ho letto il libro "Dogne si conte" e il calendario del '99 con la foto di mia nonna Caterina.
Del periodo che ho trascorso a Dogna, ricordo in particolare le grandi birichinate che combinavo a Mincigos e la mia famiglia".

Mario Roseano