"E' possibile riassumere con solo due foto tutta la mia vita? Certo che lo è se, a distanza di tempo, riescono ancora a farti rivivere certi momenti del passato e nello stesso tempo si ricollegano al presente.
Farsi immortalare sullo Jôf di Dogna, per un ragazzo di allora, era il massimo: per me, quest'immagine racchiude tutto l'amore-odio di quel tempo per la montagna.
Odio, che con il passare degli anni, si è trasformato in passione pura, autentica. Guardando l'altra foto, mi viene un nodo alla gola perché mi fa ricordare la partenza da Mincigos: io e Bobi, il mio cane, che ho dovuto affidare ai nuovi padroni e che lui non ha mai riconosciuto come tali.
Il mio Bobi, simbolo di fedeltà e attaccamento al padrone e alla casa che difendeva: è forse questo il ricordo simbolo più bello e più malinconico della mia vita di emigrante.
Già ... emigrante.
Una parola a cui ognuno di noi dà un significato con sfumature diverse ma che, per chi parte da una piccola frazione di montagna, si può ben sintetizzare in questi versi di BAUMBACH:
"Tre mesi estate, nove inverno ... due sole capre, un tetto, un Dio ..."
E io mi sento di aggiungere:
- Ma poi muori di nostalgia, se al tuo paese dici addio -".

Franco Roseano